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1 Novembre 2026
1 Novembre 2026

Strage in Bosnia, due inchieste sulla morte del sergente Simone Ruggia

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Strage in Bosnia, due inchieste sulla morte del sergente Simone Ruggia

Due inchieste sono state aperte dalla Procura ordinaria e dalla Procura militare di Roma per fare luce sull’incidente aereo avvenuto a Brcko, in Bosnia, nel quale hanno perso la vita quattro persone, tra cui Simone Ruggia, 37enne originario di Salerno, sergente dell’Aviazione leggera dell’Esercito. Le indagini puntano a ricostruire la dinamica della tragedia e ad accertarne le cause, mentre proseguono gli approfondimenti tecnici delle autorità bosniache e italiane.

Nel disastro sono morti due sergenti dell’Aviazione leggera dell’Esercito, tra cui Ruggia, e due appartenenti alla Croce Rossa militare. L’incidente ha provocato anche il ferimento di undici militari, ai quali il ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto visita venerdì, recandosi personalmente a Brcko.

Le autorità della Bosnia hanno incaricato il ministero dei Trasporti di costituire una squadra investigativa specializzata negli incidenti aerei. Il gruppo lavorerà in collaborazione con l’Eufor per effettuare i rilievi sul luogo della tragedia e raccogliere gli elementi necessari alla ricostruzione dell’accaduto.

Indagini sulle cause: al vaglio diverse ipotesi

Agli accertamenti partecipano anche gli specialisti della Commissione tecnica del ministero della Difesa italiano, impegnati nell’analisi degli aspetti tecnici dell’incidente.

Al momento nessuna delle possibili cause risulta accertata. Gli investigatori stanno esaminando diverse ipotesi, tra cui un eventuale errore umano, un attentato, l’urto contro cavi durante la fase di decollo oppure un guasto meccanico a uno dei rotori.

Si tratta di scenari ancora sottoposti a verifica, sui quali saranno gli approfondimenti investigativi e tecnici a fornire eventuali risposte.

L’apertura dei due procedimenti da parte delle autorità giudiziarie romane si affianca dunque alle attività avviate in Bosnia, con l’obiettivo di chiarire le circostanze che hanno determinato la morte dei quattro occupanti.

Il dolore della famiglia e il ricordo degli amici di Pastena

Mentre proseguono le indagini, a Salerno resta profondo il dolore per la scomparsa di Simone Ruggia. I familiari hanno mantenuto uno stretto riserbo, ma una cugina del militare ha affidato ai social un messaggio particolarmente toccante.

Nel suo ricordo ha raccontato il legame speciale che li univa, spiegando come entrambi avessero sempre scherzato sulla loro somiglianza, al punto da definirsi due copie della stessa persona. La donna ha espresso il dolore di dover affrontare una vita senza di lui, descrivendolo come un uomo intelligente, gentile e profondamente buono.

Anche gli amici d’infanzia del quartiere Pastena, dove Ruggia era cresciuto, hanno voluto ricordarlo pubblicamente. Il loro pensiero è tornato ai luoghi della giovinezza, tra via Pietro De Ciccio e la vecchia chiesa di Gesù Redentore.

Per tutti era «Friccolo», il soprannome con cui continuavano a chiamarlo e che è diventato il simbolo del legame mantenuto negli anni.

Simone si era trasferito a Viterbo nel 2011, ma conservava un rapporto profondo con Salerno e il desiderio di tornare nella città in cui era cresciuto.

Gli amici lo hanno ricordato per il sorriso e la bontà d’animo, sottolineando come il tempo e la distanza non avessero cancellato l’affetto nei suoi confronti.

Il loro ultimo saluto, «Ciao, Friccolo. Fai buon viaggio», racchiude il dolore di una comunità che oggi piange un uomo di 37 anni, mentre la magistratura cerca di chiarire le circostanze della tragedia di Brcko.

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