Il dialetto cilentano (parte prima). Prima del dialetto cilentano: ” le lingue dei colonizzatori”

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Il dialetto cilentano (parte prima). Prima del dialetto cilentano: ” le lingue dei colonizzatori”

Il dialetto “cilentano”, affonda le sue origini in tempi lontani, e prima della sua affermazione, il territorio è stato per lunghi periodi in balìa delle “parlate” di vari popoli.
Il territorio in cui si ascrive il Cilento, è terra dalle origini antiche, così com’è antica la sua notorietà e ricca è la sua storia.
L’idioma “cilentano”, affermatosi indubbiamente in periodo assai distanti dall’odierno, ma decisamente a posteri, rispetto ai tempi di greci prima e romani poi, è il risultato di una lenta evoluzione, la quale si è materializzata solamente in seguito all’evasione dal territorio delle antiche civiltà classiche, special modo quella ellenica e quella latina.
Ma ancor prima, preda di saccheggi e meta di popoli barbari, il territorio ha ospitato civiltà pre-classiciste, facendo convivere le popolazioni locali con le cultura più svariate .
Dunque, il dialetto cilentano, così come lo si intende oggi, è il risultato di continue influenze, ognuna delle quali ha lasciato le proprie tracce nella lessicologia locale, rendendo possibile la formazione di un idioma ricco e variegato.
Poggia, quindi, su strati linguistici che vanno al di là delle grandi civiltà del mondo antico.
In primis, l’antico celtico, ha reso la sua lingua dapprima alla topografia locale, a partire dal fiume che solca questo lembo di terra, di cui ne ha segnato i confini e anche la storia.
Si tratta dell’antico Hales, così denominato solo sotto i greci, ma ancor prima trae etimologia dal celtico “al – lign”, da cui si sono susseguiti i vari appellativi, adattandosi alle esigenze linguistiche dei colonizzatori di turno.

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